Didattica

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Quotidianamente impieghiamo il fuoco per le stesse necessità per cui veniva impiegato nelle società primitive, anche se con tecnologie radicalmente diverse: con il fuoco scaldiamo e cuciniamo, lavoriamo vetri e metalli, lo utilizziamo per realizzare automobili, treni, ecc...

Il Fuoco

Anche nelle nostre case sono presenti elementi capaci di generare fuoco e calore: ad esempio i fornelli della cucina, le stufe da soggiorno, l'impianto di riscaldamento e, proprio per questa sua diffusione, il fuoco deve essere impiegato correttamente e "in sicurezza".

Cos è il fuoco?

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Il fuoco è la manifestazione visibile di una reazione chimica, (combustione) che avviene fra due sostanze diverse (combustibile e comburente) con emissione di energia (calore e luce).
 Le conseguenze di una combustione sono la trasformazione delle sostanze reagenti in altre (prodotti di combustione), nonché l'emissione di un sensibile quantitativo di energia sotto forma di calore ad alta temperatura.

Classi del Fuoco

CLASSE A - (legna, carta, carbone ecc..) TUTTO QUANTO FORMA BRACE.

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La classifica "A" si rappresenta con il cartello riportato qui a fianco .
 Il decreto ministeriale 20.12.7982 (G.U. n° 201 del 23.07.83 ) ne riporta le caratteristiche al fine di etichettare gli estintori idonei allo spegnimento di fuochi di questa categoria.
 Il fuoco di classe A si caratterizza da reazione di combustibile solido ovvero dotato di forma e volume proprio. La combustione si manifesta con la consumazione del combustibile spesso luminescente come brace e con bassa emissione di fiamma. Questa è infatti la manifestazione tipica della combustione dei gas e, per quanto concerne l'argomento in atto, è generata dalle emissioni di vapori distillati per il calore dal solido in combustione che li contiene. L'azione estinguente pertanto si può esercitare con sostanze che possono anche depositarsi sul combustibile(polvere dell'estintore) che è in grado di sostenere l'estinguente senza inghiottirlo e/o affondarlo al suo interno. L'azione di separazione dall'ossigeno dell'aria è pertanto relativamente semplice ed il combustibile non si sparge per la scorrevolezza propria dei liquidi.

CLASSE B - (benzina, gasolio, alcol, ecc..) LIQUIDI INFIAMMABILI.

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La classifica "B" si rappresenta con il cartello riportato qui a fianco.
 Il Decreto Ministeriale 20.12.1982 (G.U. n° 201 del 23.07.83) ne riporta le caratteristiche al fine di etichettare gli estintori idonei allo spegnimento di fuochi di questa categoria.
 Caratteristica peculiare di tale tipo di combustibile è quella di possedere sì un volume proprio, ma non una forma propria.
 Appare evidente come sia necessaria l'azione contenitiva di un tale tipo di combustibile, identificabile nelle sue più peculiari caratteristiche nella comune benzina.
 Un buon estinguente, per questo tipo di fuoco, deve, oltre l'azione di raffreddamento, esercitare un'azione di soffocamento individuabile nella separazione tra combustibile e comburente. Nel caso dei liquidi tutti gli estinguenti che vengono inghiottiti dal pelo liquido, poiché a densità maggiore, (più pesanti), non possono esercitare alcuna capacità in tal senso. È il caso dell'acqua sulla benzina.

CLASSE C - (gas propano, metano, idrogeno ecc..) GAS INFIAMMABILI.

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La classe "C" si rappresenta con il cartello riportato qui a fianco.
 Il Decreto Ministeriale 20.12.7982 (G.U. n° 201 del 23.07.83) ne riporta le caratteristiche al fine di etichettare gli estintori idonei allo spegnimento di fuochi di questa categoria. Caratteristica peculiare di tale tipo di combustibile è quella di non possedere né forma, né volume proprio. I gas combustibili sono molto pericolosi se miscelati in aria, per la possibilità di generare esplosioni. L'azione estinguente si esercita mediante l'azione di raffreddamento, di separazione della miscela gas-aria. Infatti, al di fuori di ben precise percentuali di miscelazione, il gas combustibile non brucia.

CLASSE D - (magnesio, potassio, sodio) METALLI INFIAMMABILI.

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I fuochi di classe "D", il cui simbolo grafico è riportato a lato, si riferiscono a particolarissimi tipi di reazione di solidi, per lo più metalli, che hanno la caratteristica di interagire, anche violentemente, con i comuni mezzi di spegnimento, particolare con l'acqua. I più comuni elementi combustibili che danno luogo a questa categoria di combustioni sono i metalli alcalini terrosi leggeri quali il magnesio, il manganese, l'alluminio (quest'ultimo solo se in polvere fine), i metalli alcalini quali il sodio, potassio e litio. Vengono classificati fuochi di questa categoria anche le reazioni dei perossidi, dei clorati e dei perclorati. Tale classificazione è redatta secondo la norma EurostandardC /EN2

CLASSE - E

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I fuochi di natura elettrica sono riportati con il simbolo grafico qui a fianco e gli estintori così caratterizzati sono abilitati a tale tipo di intervento. La classe E non è riconosciuta dalle normative Eurostandard EN2.

Il triangolo del fuoco

Gli elementi fondamentali per produrre un fuoco sono: il COMBUSTIBILE (legno, carta, benzina, gas, ecc.), il COMBURENTE (l'ossigeno contenuto nell'aria che respiriamo) ed il CALORE (fiammifero, accendino, corto circuito, fulmine, che costituiscono l'innesco del fuoco), i quali possono essere figurativamente rappresentati con un triangolo: il TRIANGOLO DEL FUOCO.

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Più genericamente il processo che coinvolge i tre elementi viene chiamato COMBUSTIONE e quando si manifesta in modo non controllabile dall'uomo siamo in presenza di un INCENDIO.

Durante un incendio, oltre a fiamme e calore, si sviluppa tanto VAPORE e FUMO e quest'ultimo non è assolutamente da sottovalutare, perché la maggior parte delle vittime degli incendi non è provocata dalle fiamme, ma dalle sostanze tossiche contenute nei fumi, che dipendono dalle
 caratteristiche del materiale combusto.

Cosa produce il fuoco?

La combustione dà come risultato il fuoco (che fornisce grandi quantità d'energia sotto forma di calore ad elevata temperatura con emissione di luce) ed una serie di prodotti secondari che, nella combustione dei più comuni materiali infiammabili, risultano essere:
 
 ANIDRIDE CARBONICA ( CO2 )
 Per combustione completa ( abbondanza di ossigeno per la combustione )
 OSSIDO DI CARBONIO (CO )
 Per effetto di combustione incompleta ( carenza di ossigeno )
 VAPORE ACQUEO ( H2O )
 CENERI
 Costituite da prodotti vari mescolati in genere con materiali incombusti; una parte si disperde nell'aria sotto forma di aerosol con effetti a volte visibili e configurati come fumo. Per tale ragione dobbiamo prestare molta attenzione, affinché non si verifichino le condizioni per il manifestarsi di un incendio cercando di prevenirne l'insorgenza.
 
 Per tornare al nostro triangolo, togliere uno o più dei tre elementi fondamentali, oppure, utilizzando come esempio la figura geometrica, "rompere" uno dei lati, permette di prevenire l'inizio del fuoco o spegnerlo.
 
 

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 Nel primo caso si parla di PREVENZIONE, che significa fare in modo che non si verifichino le condizioni per lo sviluppo di un incendio (ad esempio nelle vicinanze di un liquido infiammabile non si deve fumare). Sotto questa voce dobbiamo far rientrare anche due atteggiamenti molto importanti come il COMPORTAMENTO e la PERSUASIONE. Si può prevenire un incendio non rimuovendo dei segnali di pericolo, ma impiegando correttamente determinate apparecchiature (quindi con il comportamento) oppure si può prevenire un incendio invitando chi ci sta vicino a non fumare in luoghi pericolosi, quindi con la PERSUASIONE.
 
 Se tuttavia si dovesse sviluppare un incendio, anche se si é fatto il possibile per prevenirlo, non resta che cercare di spegnerlo (versando dell'acqua sul fuoco, ad esempio) oppure, nel caso in cui non ci si riesca, bisogna allontanarsi, con tranquillità, per portarsi in luogo sicuro ed evitare così qualsiasi rischio.
 Tali azioni rappresentano la PROTEZIONE, definibile come l'azione da intraprendere quando si verifica un incendio.
 
 IL COMBUSTIBILE
 Il combustibile è la sostanza in grado di bruciare. In condizioni normali di ambiente esso può essere allo stato Solido (carta, legna, carbone, ecc.). Liquido (alcol, benzina, gasolio, ecc..) o Gassoso ( propano, metano, idrogeno, ecc..). Perché la reazione chimica avvenga, di norma il combustibile deve trovarsi allo stato gassoso. Il legno, per esempio, distilla per effetto del calore della sua fiamma stessa, tutti i suoi prodotti volatili lasciando da ultimo solo il carbone che arde come brace senza fiamma trattandosi di combustione diretta di un solido.
 
 COMBURENTE (ossigeno*)
 Il comburente è la sostanza che permette al combustibile di bruciare. Generalmente si tratta di ossigeno contenuto nell'aria allo stato di gas.
 
 TEMPERATURA D'INFIAMMABILITÀ'
 La temperatura di infiammabilità è, per tutti i combustibili che partecipano alla reazione come emettitori di gas, la minima temperatura alla quale il combustibile emette vapori in quantità tale da formare con il comburente una miscela incendiabile. Tale temperatura si individua al corrispondente livello in cui la superficie del combustibile è in grado di interagire con l'ossigeno dell'aria.