Storia

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Nel nostro archivio i documenti più antichi risalgono al 1901 e sono:

  1. STATUTI per la Società Volontaria dei Pompieri in Vigo di Fassa;
  2. REGOLAMENTO per la Banda Musicale della Società dei Pompieri in Vigo di Fassa;
  3. REGOLAMENTO di servizio pei Pompieri attivi.
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Detto Statuti fu redatto secondo le disposizioni impartite dal Regolamento di Polizia sugli incendi e dei Pompieri del Tirolo del 28 Novembre 1881. Esso non si discosta molto dallo statuto attualmente in vigore per i Vigili del Fuoco del Trentino.
 
Si legge, infatti, che lo stesso statuto doveva essere approvato dal Consiglio Comunale, che il Comandante era un delegato dell' allora Capocomune (Sindaco) e che l'acquisto di attrezzatura era di competenza del Comune. Ogni abitante di Vigo compiuti i 18 anni poteva entrare a far parte dei Pompieri, inoltre,chi apparteneva alla Banda Musicale, entrava di diritto nel Corpo dei Pompieri. L'età invece per poter far parte della Banda era di 15 anni. Esisteva (come esiste tuttora) l'obbligo del versamento annuo di un contributo di 1 Corona per ogni vigile alla Cassa Sociale di sovvenzione (si poteva pagare in rate semestrali). Ecco cosa scriveva l'allora Rappresentanza Comunale (Consiglio Comunale attuale) in occasione dell'approvazione dello STATUTI in data 27 aprile 1901:
"Il presente statuto viene ad unanimità di voti approvato dalla Rappresentanza Comunale di Vigo di Fassa nella sessione dei 14.Aprile 1901, facendo voti che questa filantropica istituzione, la quale prima d'ora avrebbe dovuto susistere, faccia progressi. Dall' Ufficio Comunale di Vigo."

Anche la composizione all' interno del Corpo non si discostava molto dall' attuale infatti troviamo:

1901 Attuale
a) Membri attivi - tutti i volontari attivi 1) Vigili in servizio attivo + complementari + allievi + vigili fuori servizio
b) Membri contribuenti (di ambo i sessi che contribuiscano annualmente con il versamento di 1 corona 2) Soci sostenitori (ambo i sessi con contributo annuo minimo stabilito dal Direttivo del Corpo)
c) Membri d'onore - coloro che per motivi particolari e speciali meriti vengano eletti nella radunanza generale 3) Soci onorari a) Vigili particolarmente meritevoli b) Persone che abbiano acquisito meriti particolari nel Servizio Antincendi.

Ora come allora tutti i Vigili (Pompieri) sono disponibili in caso di calamità 24 re su 24, 365 giorni all' anno, allora con il suono della sirena, ora attraverso i cercapersone in dotazione a tutti i vigili.
 
Negli ultimi anni, oltre agli interventi sul territorio Comunale e della Valle di Fassa, siamo intervenuti anche in occasione delle grandi catastrofi nazionali come:
 1) il DISASTRO DEL VAJONT (ANNO 1962);
 2) Il TERREMOTO DEL FRIULI (ANN0 1976);
 3) Il CROLLO DEI BACINI DI PRESTAVEL - STAVA- (ANNO 1985);
 4) L' ALLUVIONE DEL PIEMONTE -CANELLI - (ANNO 1994);
 5) IL TERREMOTO UMBRIA-MARCHE A VALTOPINA (ANNO 1997);
 6) L'ALLUVIONE A COGNE -AOSTA- (ANNO 2000).
 
La nostra collaborazione non manca alle altre forze di Volontariato presenti sul territorio, come C.R.I., SOCCORSO ALPINO, ALPINI, BANDA COMUNALE, COMITATO MANIFESTAZIONI, in occasione delle manifestazioni da questi organizzate, anche perché molti Pompieri sono membri attivi di queste Associazioni.

Nell'immagine: Lorenz Carletto, Vaselai Aldo, Oberthaler Alberto e Mazzel Michele.

Documento storico del 1613

Il Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Vigo di Fassa fu istituito nel 1613, come risulta da alcuni documenti trovati presso l'Archivio di Stato di Bolzano dal nostro illustre cittadino e noto storico Padre Frumenzio Ghetta.

Qui di seguito riportiamo fedelmente il testo dell'antico Statuto copiato dai documenti originali conservati nell'Archivio di Stato di Bolzano dall'illustre storico fr. Frumenzio Ghetta da Vich nel 1975.

Dall'ordinamento di polizia emanato il 22 ottobre 1620

Paragrafo 7.
Ritrovandosi per il più nella giurisdizione di Fassa le case di legno, senza camini, stiino li sudditi vigilanti et oculati, aciò non segua qualche pericolo d'incendio, dovendo per maggior custodia e sicurezza, per ogni villa, esser deputate due sufficienti persone all'inspeczione et provedimento di camini.

Dallo Statuto della Comunità di Fassa
Presentato a Bressanone per l'approvazione
Il 22 settembre 1613

Parte terza, capitolo 10. Delli incendi.

Poiché puoco avvertimento, et neglegenzia de molti, è sta più volte causa de diversi incendii, et grande rovine nella valle di Fassa, per tanto si ha ordinato, che per ogni Regola si debbino ogni anno deputar doi persone per soprastanti, le qualli con authorità di poter pignorare (multare) li negligenti, vadino di giorni quindici in quindici visitando et vedendo de casa in casa, che governo et custodia si tiene del fuoco.
Et occorrendo che per fortuna si es-citasse incendio, sono tenuti detti soprastanti, insieme con li Regolani, accorrer al fuoco, et tenir boni ordini, acciò quello con il miglior modo che si possibile venga smorzato et estinto.

(NB. Il detto statuto è stato scritto per comando della comunità di Fassa dal notaio Cazzan di Egna).

Incendi storici

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In Val di Fassa vi furono molti incendi che rasero al suolo interi quartieri e frazioni. Dopo aver cercato tra testi antichi e testimonianze vi raccontiamo soltanto alcuni dei numerosi incendi che colpirono le comunità povere del passato. Una volta le case, i fienili e le stalle erano costruiti quasi completamente in legno e non esistevano leggi sulla prevenzione e nemmeno i moderni mezzi di cui oggi il nostro corpo fortunatamente dispone. Per questo motivo ogni abitazione era facile esca per incendi che rapidamente riuscivano a svilupparsi da una casa all'altra distruggendone spesso decine.

Le prime notizie di incendi in Val di Fassa risalgono al maggio del 1567 quando si bruciarono alcune case a Fontanazzo.

Il primo incendio che distrusse un quartiere di Campitello si verificò pochi giorni prima di Natale del 1610. Il comune di Castelrotto offrì generosamente per pochi soldi (12 fiorini) il legname di un intero bosco, perchè servisse a ricostruire le abitazioni, le stalle e i fienili. In questa occasione fu risparmiata dal fuoco la chiesa di Campitello, che invece andò distrutta col campanile, la canonica e la casa del sacrestano nell'incendio dell'8 maggio 1735. Ancor prima, nel 1705, un fulmine colpì il campanile di Penia che poi prese fuoco assieme alla chiesa e in seguito, nel 1769, anche il campanile di Soraga fu colpito da un fulmine, ma non si incendiò. Non furono gli unici campanili ad essere colpiti da fulmini: il 12 settembre del 1939 un fulmine troncò a metà la guglia del campanile di S.Giovanni; lo stesso campanille di Campitello, che fu incendiato nel 1735 e poi ricostruito, fu colpito da un fulmine nel 1854 dove prese fuoco e a causa del calore emanato dalle travi incandescenti il bronzo delle campane si fuse.

Si racconta del 17 settembre 1803 quando un incedio mise sul lastrico 10 famiglie di Pozza (e fu anche la prima volta che ebbe inizio la solidarietà fra i paesi del Tirolo per soccorrere i colpiti da calamità o da disgrazie, tanto che furono raccolti 14 fiorini da Vandoies e 18 da Castelrotto).

Il 24 aprile 1817 ci fu il grande incendio di Campitello dove bruciò l'intero paese ad eccezione di due sole abitazioni.

A Pozza il 9 giugno 1867 nella frazione Dassè scoppiò un pauroso incendio, ma la piccola pompa che acquistò il comune di Vigo per 100 fiorini contribui a salvare molte altre case di Dassè. Anche la gente di Vigo e Pera si prestò premurosamente per dare aiuto agli sfortunati abitanti di Pozza. Sempre lo stesso anno un altro grave incendio si verificò a Costa di Vigo, la sera del 15 settembre. Furono distrutte cinque case con i rispettivi fienili. Anche in questo caso la pompa si dimostrò efficacissima, tanto che i comuni di Vigo e Pozza ne ordinarono una ciascuno per 500 fiorini. Intervennero moltissimi uomini che portavano l'acqua con i secchi dal Ruf de Val per alimentare la piccola pompa di Vigo e la grande di Campitello che era giunta nel frattempo. In questo modo riuscirono a salvare le case di Costa de Sot. Molte persone in quell'occasione si distinsero per il loro coraggio come addirittura due turisti inglesi che si prestarono efficacemente fino al mattino per spegnere il fuoco.

L'anno seguente il Comune di Vigo fece un contratto col costruttore di pompe idrauliche Martin Feichter di Mühlen - Welschberg per una poma idraulica con una manica di 50 piedi (circa 15 metri).

Nell'autunno del 1921 ci fu un devastante incendio (il peggiore a memoria d'uomo) a Vigo che lo distrusse completamente e dove trovò la morte il capo dei pompieri di Campitello.