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La Comunità di Fassa

Nei libri antichi dell'amministrazione locale si può trovare spesso scritto “Magnifica et Honoranda Comunità di Fassa”, che ci dimostra che qua, a differenza di altri posti dove governavano nobili e aristocratici, era la comunità che si reggeva e anche se Fassa non aveva mai messo in dubbio la sua appartenenza al Principato del Piscopo di Bressanone non rinunciava a rivendicare la sua autonomia politica e amministrativa in modo da reggersi secondo le sue usanze.

È appunto questa dizione che si trova nei documenti storici. Ad ogni modo, nell'età di mezzo, dove non bastava più difendersi a voce ma occorreva dimostrare con i fatti e con i scritti queste vecchie usanze, è stato creato il primo Statuto di Fassa che risale al 1451.

Questo documento è così diventato il punto di riferimento dei fassani per difendere i loro diritti anche davanti al Principe Piscopo.

Con il Principato di Bressanone, affinché il principe Piscopo potesse amministrare meglio il territorio, era stato diviso in diverse Signorie, Fassa era stata riconosciuta come un solo territorio e un solo giudice sotto il nome di “Herrschaft Eves”; la sede del giudice di Fassa era presso la "Torn de Vich".

I storici ci dicono che probabilmente il sistema della “comunità de val” risale a molti anni indietro nella storia, ancora prima dei romani, e che ha origine con le prime popolazione che si insediarono in questa valle.  

Col tempo l’identità, il sentimento di appartenenza e di comunanza si rafforza anche grazie alla religione e soprattutto alla Pieve che inizialmente era rappresentata da una comunità di fedeli che si trovava per pregare e per le cerimonie nello stesso posto. 

Ancora oggi la Pieve di Fassa è rappresentata dalla Chiesa di san Giovanni.