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Festa del Rione Turchia

di Venerdì, 08 Agosto 2014

Dove Rione Turchia, , Moena

Informazioni

Note: Avreste mai immaginato di veder sventolare decine di bandiere turche nel cuore delle Dolomiti? O di cercare assetati una fontana e di trovare, tra i fienili trentini, il busto di un uomo con fez e mustacchi accanto all’acqua che sgorga fresca dalle montagne? A Moena oriente e occidente si mescolano, e ogni estate ne viene ritualmente celebrato l’intreccio. Uno dei quartieri più antichi della città dolomitica prende il nome di “Turchia”, e accanto ai tradizionali tabià e agli affreschi con scene di caccia sulle pareti delle case, offre allo sguardo sfondi rossi con la mezzaluna e la stella. Ma non si tratta di cittadini immigrati che celebrano con nostalgia il paese d’origine. Gli abitanti del rione, moenesi da generazioni, affermano con orgoglio di sentirsi “turchi”, nonostante i cognomi locali e la parlata ladina.
La leggenda
Tra le strade del rione “Turchia” si racconta che un soldato turco, fuggito alla battaglia che contrappose la coalizione cristiana all’esercito ottomano dopo l’assedio di Vienna del 1683, giunse ferito a Moena, dove trovò cure e rifugio. Decise dunque di stanziarsi lungo le rive dell’Avisio, e i suoi discendenti pare vivano tuttora in Valle di Fassa. Questa la leggenda a cui gli abitanti del rione sono più affezionati, e che li ha spinti, negli anni ‘50, a vestirsi da soldati, da haremine e da sultano proponendo al paese una rappresentazione scherzosa che culminava in un discorso in piazza in cui il sultano prendeva in giro le autorità ecclesiastiche e religiose. Una sorta di “carnevale estivo”, che spinge ancora oggi gli abitanti del quartiere a vestire gli abiti ottomani e a sfilare per il paese.
E che ha dato vita ad una tradizione, ancor’oggi presente e rispettata, che vuole che le giovani del quartiere, chieste in sposa da giovani non residenti nel rione di “Turchia”, debbano ottenere il permesso del sultano per potersi allontanare dal quartiere. Durante la “bastìa” il sultano attende all’ingresso del rione lo sposo, che viene scortato da un gruppo di soldati davanti alla casa della sposa. Qui viene sgridato – poiché porta via la giovane sposa dal rione –, e gli viene imposto di pagare una parcella al popolo turco. La bevuta finale di vino sancisce il momento in cui la festa per i due sposi può avere inizio. La fontana al centro del rione, che raffigura un ottomano, ha dato vita a molte leggende: oltre al sultano turco, si tramanda di un missionario locale partito per l’Oriente che avrebbe mandato in paese un suo ritratto con fez e abiti orientali, o si parla più prosaicamente di un torchio presente nel quartiere, che
serviva a strizzare la lana delle pecore.
La festa
Appuntamento imperdibile quello dall’8 al 10 agosto a Moena nel rione Turchia: uno degli angoli più caratteristici del paese. In questi tre giorni di festa ed allegria si potrà respirare l’atmosfera della leggenda di Turchia, che deve il suo nome ad un rifugiato Turco che decise di fermarsi in questo rione di Moena dopo essere stato accolto benevolmente dalla gente del posto.
Nel rione di Turchia si potrà assistere alla tradizionale sfilata dei Turchi, accompagnata da tanta musica e da deliziose prelibatezze della cucina tipica locale.
Sarà possibile ammirare il suggestivo spettacolo offerto dai "tabià" (dal ladino fienili), all’interno dei quali scultori ed artigiani locali daranno prova delle loro capacità artistiche.
Foto storiche della Festa di Turchia, programma e mappa del rione di Moena www.gropdeturchia.com >>